L'IPOTESI CINEMA
PER UNA DIDATTICA DEL E COL CINEMA
a cura di Cristina Piccinini, in collaborazione con Germano Maccioni
Da molto tempo i media occupano un posto determinante
nella costruzione dell’immaginario
collettivo, nella diffusione di mode e modelli. Il
rapporto con i media è sempre stato controverso
e si può riassumere facilmente con il famoso titolo
del libro di Umberto Eco Apocalittici e Integrati: da
una parte si vede nella diffusione dei nuovi media
un rischio per la cultura e le tradizioni e un'occasione
per l'affermazione e la diffusione di comportamenti
“deviati” o stereotipizzati; dall’altra, i nuovi
media vengono considerati la risposta a tutti i
mali della società contemporanea. Così si nega
o si offusca il vero problema, cioè la mancanza
di uno sguardo critico e di una reale conoscenza
della grammatica delle immagini e dei meccanismi
specifici che ogni medium visivo utilizza.
Se da una parte si riconosce al cinema un suo
linguaggio in quanto forma d'arte e strumento
privilegiato per l'analisi del Novecento, dall'altra,
sempre più spesso, lo si inserisce nei programmi
scolastici come strumento di sintesi disciplinare
che permetta agli insegnanti di approfondire alcuni
aspetti della materia presa in considerazione.
Raramente ci si sofferma a riflettere sul linguaggio
o sul ruolo del regista, sulle logiche di genere o i
riferimenti culturali e cinematografici che sottostanno
all'opera.
domenica 23 maggio 2010
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