giovedì 3 giugno 2010

La mia esperienza al Giffoni Film Festival

Il Giffoni Film Festival è un evento culturale e cinematografico, per ragazzi, più popolare al mondo.
E’ un evento che non è orientato solo al cinema, alla cultura, all’arte ma è per i ragazzi un’ Esperienza formativa e unica per la loro età, che integra e favorisce la socializzazione, lo scambio di idee e opinioni tra ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo.
Il Giffoni Film Festival propone un percorso formativo indirizzato ai bambini di tutto il mondo dai 3 anni fino ai ragazzi di 18 anni.
La giornata al Giffoni è piena di attività e intensa di emozioni.
La mattina si fanno varie attività adatte a seconda secondo dell’età.
Nel primo pomeriggio i bambini più piccoli vengono intrattenuti con spettacoli che hanno come tema i personaggi dei cartoni animati mentre i ragazzi dai 7 anni in su incontrano in arena attori e registi , pongono loro delle domande e si apre una tavola rotonda , il tema è sempre quello del cinema.
Nel tardo pomeriggio, ai più piccoli si fa assistere la visione dei cartoni animati più significativi nella storia del cinema mentre ai più grandi dei cortometraggi o lungometraggi che abbiamo temi a sfondo sociale.
Dopo la visione del film, i bambini sono chiamati ad incontrarsi con i registi e anche qualche attore del film appena visto, sono invitati a compilare una scheda-analisi del film, riflettono e rispondono seguendo una scaletta di domande sul film, è un momento molto importante perché dà un senso e un valore alla visione del film.
La sera, i bambini sono tutti invitati sul palco ad assistere a diversi concerti ed intervengono anche negli intervalli a commentare la giornata vissuta al Giffoni .
Nell’area dedicata al Giffoni Film, i ragazzi hanno sempre qualcosa da fare : vi sono diverse esposizioni, diversi angoli dedicati ai ragazzi per fare video-clip che poi trasmettono a canale 5, regalano diversi gadjets, tv private che invitano i ragazzi a fare dei giochi che poi trasmetteranno in televisione, radio che invitano a fare degli annunci in diretta radiofonica……tutto questo è il Giffoni…tanto divertimento e intrattenimento!!!
Questo fa crescere l’entusiasmo, la motivazione, l’interesse sempre più dei ragazzi che anno dopo anno vogliono sempre più partecipare a questo evento mondiale che vede coinvolti più di 1000 ragazzi e bambini provenienti da tutto il mondo.
La mia esperienza al Giffono Film Festival è stata per due anni consecutivi ma ci andrei ancora volentieri........sperimao dopo aver completato gli studi!!!!!!

domenica 30 maggio 2010

Quali sono gli obiettivi del mio blog???????

L’obiettivo della creazione del mio blog vuole essere un mezzo di comunicazione di massa, che si rivolge ad un pubblico indistinto, del quale tutti ne possono fruire.
Il mio blog concerne principalmente il tema della didattica del e con il cinema, su questo fronte pubblicherò foto, articoli, pensieri, critiche, riflessioni….
Tramite il blog, intendo interagire con i miei colleghi IUL e con tutti quelli che ne avessero voglia di guardarlo e a loro piacimento commentare qualche post; gli alunni possono anche visionarlo e dai post pubblicati trarre spunto per una discussione in classe su determinate tematiche.
Il blog ha un carattere relazionale, oltre che quello semplicemente broadcast, della tecnologia weblog, in tal senso favorirà la collaborazione e cooperazione tra i lettori e l’autore della creazione del blog.

CANTANDO SOTTO AL PIOGGIA

BALLANDO SOTTO LA PIOGGIA

La trama:Don, un giovane attore di varietà, accompagnato dal suo amico Cosmo Brown, intratteneva, cantando e ballando, i clienti di una taverna per mantenersi. Viene notato dai produttori che lo ingaggiano. Da quel momento in poi la sua popolarità cresce sempre di più, tanto che gli viene chiesto di affiancare l’attrice Lina Lamont, in un film che ottiene uno strepitoso successo, mentre Cosmo viene assunto per le colonne sonore. Lina si innamora di Don. Arriva la prima cinematografica, Don alla fine dello spettacolo per sfuggire ad una folla di fans, si getta nella macchina di una signorina, kathy che non riconoscendolo, chiama aiuto e quando un poliziotto arriva in suo aiuto, scopre la notorietà di Don. Don scopre che kathy non era solo un’attrice ma anche una “ragazza nella torta”, per poter vivere. I due si innamorano, Lina gelosa di Don , fa licenziare Kathy. Kathy, comincia a lavorare per qualche varietà. Nel frattempo, nel campo cinematografico, si passa dal muto al sonoro, il produttore per non rimanere indietro con i tempi ordina che, il film in lavorazione “il cavaliere spadaccino” diventi sonoro. Le parti principali vengono assegnate a Don e a Lina. Iniziano le riprese del film, ma Lina ha una voce inadatta al mezzo cinematografico, tanto che la prima è un vero fallimento. Cosmo, nominato capo del reparto musica, insieme a kathy, trasformano il “cavaliere spadaccino” in “Follie di Brodway” e di far doppiare Lina da Kathy, all’insaputa dell’attrice. Ma Lina scopre che nel film sarà doppiata e rilascia ai giornali la notizia del suo debutto come cantante, annullando la figura di Kathy e mettendo alle strette il produttore, avvertendolo che lo denuncerà, se dichiarerà che è stata doppiata. Il film ha un successo strepitoso e gli attori vengono invitati a cantare le canzoni davanti a un pubblico. Kathy, nascosta dietro a una tenda, doppia Lina ma Don, pieno di rabbia per ciò che Lina ha fatto Kathy, alza la tenda e davanti a tutto il pubblico svela l’inganno, dichiarando kathy come la vera star del cinema, in quanto proprietaria di quella meravigliosa voce.

DOMANDE-STIMOLO AGLI ALUNNI PER LA LETTURA DEL FILM:

1)La sceneggiatura del film è originale oppure è tratta dalla letteratura o da qualche libro-inchiesta,saggio,biografia, ecc.?
2)Sapresti fare una sintesi della trama?
3)E’ un film adatto ai ragazzi della tau età? 3) Qual è il messaggio più significativo del film?
4) Quali emozioni suscita il film? 5) Che messaggio danno le canzoni? 6) Qual è il messaggio della canzone che dà il titolo al film? 7) Quali sono i temi più significativi del film? 8) C’è un tema che primeggia sull’altro?
9) Quali sono le scene più belle del film?
10) Le scene da te prese in considerazione, hanno particolare importanza gli ef
fetti luce?
11)Le scene che ti hanno maggiormente colpito hanno un commento musicale,
la musica?
12)Le scene in cui vi sono effetti sonori e musicali e di luce e colore sono quelle che
Che colpiscono di più lo spettatore?
13) Che tipo di uomo è colui che nella scena canta sotto al pioggia?
14) Quale potrebbe essere la metafora di questa scena?
15) Chi sono i registi?
16) Che notizie sai dei registi?
17) Quali sono le caratteristiche fisiche del regista Kelly?
18) Conosci la filmografia dei registi?
19) Conosci qualche critica fatta al film?
http://www.ivid.it/community/index.php?pageid=scheda&id_scheda=2333

venerdì 28 maggio 2010

Perchè ho chiamato così il mio blog??

"LOGOS" e "OLOS" sono due parole greche...
LOGOS è il linguaggio alfabetico della cultura umanistica e scientifica
OLOS è il linguaggio audiovisivo della cultura multimediale

mercoledì 26 maggio 2010

MED: la memoria delle origini- testimonianza del prof. Rivoltella in "Intermed" (dicembre 2003)

Il prof. Cesare Rivoltella:
“In quegli anni la parola media education non evocava più di tanto, anche se di esperienze pedagogiche e didattiche con i media ne avevamo conosciute parecchie sia a livello di ricerca sia a livello di sperimentazione nella scuola. Il problema era che quelle pratiche di ricerca erano prevalentemente di pedagogisti che saltuariamente si erano occupati anche di media, ma sempre da un punto di vista strettamente pedagogico (…). E nelle pratiche scolastiche esistevamo ugualmente i problemi che conosciamo: interventi sporadici, legati spesso al carisma di qualche insegnante leader; pratiche prive di documentazione, ecc. Ecco perché la parola media education risuonava come un verbo nuovo”.

Secondo fattore: “l’importanza di essere gruppo e di fare movimento; o per dirla con terminologia oggi più aggiornata, l’importanza del network, di fare rete (…). Non è un caso che la metodologia di ricerca e di intervento più frequentata nella ME è la ricerca-azione (…). L’associazione MED nasce con questa idea: creare una rete di esperienze e di persone. E quando ritorno annualmente a Corvara per la Summer School e trovo lì, attorno a un tavolo, professori di educazione e di comunicazione che provengono da un capo all’altro dell’Italia, di estrazione laica e di estrazione cattolica, che si ritrovano a ragionare sulla ME come vecchi amici… quella è una riprova che la logica del network ha funzionato”;
Terza grande linea di forza: “tenere sempre unite la teoria e l’intervento operativo. E’ difficilissimo chiudersi in un osservatorio accademico disincarnato se ci si occupa di temi che riguardano l’educazione. Come posso io ragionare di educazione descrivendo le pratiche didattiche dal di fuori? (…). E d’altra parte l’altro rischio è quello di appiattirsi sulla prassi, il bricolage fatto di spontaneismo e improvvisazione, senza fondamenti teorici. La partita vincente è quella di giocare il discorso sui due versanti: tenere la teoria allacciata con la prassi, l’intervento con la riflessione, la cognizione con la metacognizione”.
“L’apertura internazionale ha fatto il testo… Ricordo che quando nel ’97 siamo andati (come MED) a Parigi per il forum internazionale Les jeunes et les médias, demain, non c’era spazio per un italiano nel panel dei lavori. La media education italiana pareva inesistente. Oggi, a distanza di qualche anno, l’Italia ha riempito quella casella vuota, ed è stato sicuramente merito di una volontà di esserci a livello internazionale”.
Mi sembra di poter affermare che il MED ha avuto la sorte di essere nato bene: per la ricchezza delle persone che ne facevano parte (a iniziare dai “soci fondatori”), per le scelte che l’hanno posto sul giusto binario. Ugualmente determinante per il suo successo del MED è stata l’ispirazione che il MED ha avuto dal prof. Len Masterman e da altri leader mondiali del movimento dei media educator

IL BLOG E GLI OBIETTIVI...

Dal tempo della loro nascita, nel 1997, i blog hanno conosciuto uno sviluppo che li ha portati ad essere oggetto di interesse anche per il mondo dell'insegnamento. Questo strumento è impiegato nei vari livelli scolastici (dalla scuola primaria a quella secondaria di primo e secondo grado) e per l'insegnamento di diverse materie, tenuto conto della familiarità dei bambini e degli adolescenti “nativi digitali” con le nuove tecnologie
Esistono però livelli diversi di applicazione dello strumento del blog nella didattica, specie per quanto riguarda la scuola. Ad un primo livello, esso può essere impiegato dal docente all'interno della propria classe, con funzioni di Web publishing (ovvero pubblicazione di contenuti in Rete) o per inviare ai propri studenti informazioni, aggiornamenti e compiti da svolgere. Molti blog si fermano a questo punto, riuscendo in realtà a raggiungere un grado di interazione piuttosto limitato, sia sul piano pedagogico, dato che si riproduce semplicemente la trasmissione dall'alto verso il basso di un sapere da parte del docente, sia sul piano tecnico, perché le opportunità offerte dallo strumento non vengono sfruttate, ed anzi fanno pensare ad una modalità di fruizione, da parte degli studenti, molto più simile a quella del precedente Web 1.0. Ad un secondo livello, tuttavia, si può utilizzare il blog per un lavoro cooperativo e collaborativo con i ragazzi, che possono essere invitati a ricercare links su determinate tematiche, a pubblicare riflessioni critiche e a lavorare in sottogruppi. Da qui è possibile dare un'ulteriore valenza al lavoro, che può essere condiviso con altre comunità di studenti nel Web, sia italiane sia straniere, promuovendo così una logica interculturale, un autentico “empowerment di rete”; infine la scuola può trarre un enorme vantaggio da queste attività, trovando essa stessa l'occasione di una più ampia pubblicazione in Rete delle sue iniziative.
Da quel che si è detto finora si possono trarre ulteriori considerazioni sui vantaggi che il blog presenta da un punto di vista più strettamente pedagogico, e che sono da inscrivere, in generale, nell'ampio e complesso ambito della pedagogia socio-costruttivista. Il paradigma da tempo diffuso nel mondo dell'educazione e delle nuove tecnologie applicate alla didattica ha apportato una vera e propria rivoluzione nel modo di vedere l'apprendimento e i ruoli del docente e del discente.